Il regime delle imposte dirette in India sta attraversando la trasformazione più radicale degli ultimi decenni con l'entrata in vigore dell’Income-tax Act, 2025. Questa riforma non rappresenta una semplice rinumerazione dei moduli, bensì un cambiamento strutturale verso un ecosistema di conformità basato sui dati e improntato alla trasparenza.
L'audit unificato: Form 26
La tradizionale struttura di audit basata su "tre moduli" è stata abbandonata a favore del Form 26. Questo report consolidato impone un livello più elevato di responsabilità sia al contribuente sia al revisore. In particolare, le imprese sono ora tenute a dichiarare l'esatta ubicazione fisica e digitale dei propri dati finanziari, inclusi gli indirizzi IP dei server cloud. Ciò garantisce che la "traccia digitale" della contabilità rimanga accessibile alle autorità indiane.
Transfer pricing: dalle sintesi alla granularità
Per le multinazionali, la sostituzione del Form 3CEB con il Form 48 rappresenta un punto di svolta. Le nuove disposizioni richiedono una rendicontazione transazione per transazione articolata in 16 categorie specifiche, comprese sottocategorie specializzate per i settori IT e KPO. Le autorità fiscali avranno ora visibilità diretta sulle analisi tecniche dei prezzi di trasferimento, inclusi i dati sulle società comparabili e gli intervalli di libera concorrenza, che in precedenza erano contenuti esclusivamente in studi interni riservati.
Un nuovo standard di conformità
L'obiettivo è chiaro: eliminare le asimmetrie informative. Richiedendo il PAN o i numeri di identificazione fiscale (TIN) per ogni affiliata estera, il governo indiano si pone nelle condizioni di sfruttare in modo più efficace gli accordi internazionali di scambio di informazioni. Per le imprese, il "punto d'azione" è immediato: i sistemi devono essere riconfigurati per acquisire questi dati granulari in tempo reale, al fine di evitare le criticità derivanti dal nuovo sistema di controllo automatizzato.
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