L'economia cinese nel 2025: crescita e squilibri strutturali
2026-03-27

Nel 2025 l'economia cinese ha raggiunto l'obiettivo di crescita ufficiale di circa il 5%, nonostante la traiettoria sottostante abbia mostrato un chiaro rallentamento e uno squilibrio strutturale. La crescita trimestrale del PIL è rallentata dal 5,4% su base annua nel primo trimestre al 4,5% nel quarto trimestre, riflettendo un indebolimento della domanda interna, nonostante i settori estero e industriale siano rimasti relativamente resilienti.


Nel corso dell'anno, è emerso un modello coerente: la forte performance delle esportazioni e la competitività del settore manifatturiero hanno compensato la persistente debolezza del settore immobiliare e dei consumi. Questa divergenza ha contribuito alla continua pressione disinflazionistica, con prezzi al consumo sostanzialmente stabili e prezzi alla produzione rimasti invece negativi per tutto l'anno.


Primo trimestre: un inizio forte trainato da esportazioni e industria


La Cina ha iniziato il 2025 con un solido slancio. La produzione industriale e l'attività al dettaglio sono cresciute costantemente e la disoccupazione è rimasta stabile. Tuttavia, i primi segnali di allarme sono emersi dai dati sui prezzi, con un calo sia dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) che dell'indice dei prezzi alla produzione (PPI), a indicare una debole domanda nominale.


Le dinamiche commerciali hanno evidenziato un tema chiave per l'anno: le esportazioni sono aumentate mentre le importazioni sono diminuite, generando un ampio surplus commerciale. Il settore manifatturiero ad alta tecnologia e quello delle attrezzature hanno registrato una forte performance, rafforzando il ruolo dell'industria avanzata come motore di crescita. Al contrario, gli investimenti immobiliari si sono contratti bruscamente, preannunciando un freno prolungato da parte del settore immobiliare.


Secondo trimestre: la crescita si mantiene, ma gli squilibri si accentuano


La crescita ha subito un leggero rallentamento nel secondo trimestre, ma la struttura complessiva dell'economia è rimasta invariata. La produzione industriale ha continuato ad espandersi e le vendite al dettaglio si sono mantenute modestamente stabili. Tuttavia, gli investimenti hanno subito un ulteriore rallentamento e la crisi del settore immobiliare si è intensificata.


La disinflazione è persistita, con prezzi alla produzione in calo più marcato, a indicare una pressione sui margini e un eccesso di capacità produttiva. Le esportazioni hanno continuato a superare le importazioni, rafforzando la dipendenza dalla domanda estera.


L'allentamento della politica monetaria a maggio, attraverso un piccolo taglio dei tassi di interesse e una riduzione dei requisiti di riserva, mirava a stabilizzare le aspettative e a sostenere la liquidità. Tuttavia, le misure sono state graduali piuttosto che aggressive, riflettendo un atteggiamento prudente in un contesto di incertezza esterna.

 

Terzo trimestre : rallentamento controllato, domanda interna fragile


Nel terzo trimestre, la crescita ha subito un ulteriore rallentamento, attestandosi al 4,8% su base annua. La produzione industriale è rimasta relativamente forte, ma i consumi si sono indeboliti, con una crescita del settore retail che ha subito un rallentamento significativo verso la fine del trimestre.


Gli investimenti sono diventati negativi e la contrazione del mercato immobiliare si è accentuata, evidenziando una debolezza strutturale della domanda interna. Gli indicatori dei prezzi sono rimasti contenuti, rafforzando i timori di deflazione e di dinamiche di "guerra dei prezzi" nel settore manifatturiero.


Nonostante queste difficoltà interne, il commercio estero ha continuato a fornire supporto, con le esportazioni che hanno mantenuto una crescita costante. I responsabili politici hanno posto l'accento sulla necessità di stimolare i consumi evitando misure di stimolo su larga scala, segnalando continuità piuttosto che un cambiamento radicale delle politiche.

 

Quarto trimestre: Obiettivo raggiunto, ma maggiore debolezza interna


Nell'ultimo trimestre, la crescita del PIL è rallentata al 4,5%, portando la crescita annua al 5,0%. Mentre l'attività industriale è rimasta stabile, i consumi si sono indeboliti significativamente, con una forte flessione della crescita delle vendite al dettaglio alla fine del 2025.


I dati sugli investimenti hanno evidenziato la gravità delle tensioni interne: gli investimenti complessivi in immobilizzazioni sono diminuiti e gli investimenti immobiliari sono calati drasticamente, confermando che il settore immobiliare non si è stabilizzato.


L'inflazione è rimasta invariata e i prezzi alla produzione sono rimasti negativi, indicando una persistente debolezza della domanda e un limitato potere di determinazione dei prezzi. Gli indicatori del mercato del lavoro sono apparsi stabili in superficie, ma la fiducia di fondo è rimasta fragile.


Le esportazioni hanno continuato a trainare la crescita, generando un ampio surplus commerciale e compensando la debolezza dell'attività interna. Tuttavia, questa dipendenza dalla domanda estera ha evidenziato lo squilibrio dell'economia, con la forza del settore manifatturiero che ha compensato, ma non risolto, le debolezze interne.


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